Reparto C-19

Gli intellettuali di tutto il mondo si riconoscono nella vergogna.

Il senso di colpa rallenta le loro parole. Esitano davanti all’inverosimile. Sui social provano a dispensare saggezza a passanti disillusi. La prova di sopravvivenza è ora alla cultura. Grava sugli uomini di pensiero l’aver permesso una pandemia, pur avendo a disposizione rapidi e completi sistemi di comunicazione. Scriveva Goethe:

comunicare l’un l’altro, scambiarsi le informazioni è natura; tener conto delle informazioni che ci vengono date è cultura

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha delineato una risposta alla pandemia attraverso una strategia sanitaria in tre fasi contemporanea: testare, trattare, tracciare [1]. La strategia è stata validata da studi matematici coordinati dal Big Data Institute dell’Università di Oxford [2] e sviluppata in una applicazione informatica del MIT [3], progettata anche con riferimento ai rischi sul trattamento dei dati (privacy by design).

Un requisito irrinunciabile è che l’applicazione sia open source. Open source indica che il codice della applicazione è aperto, può cioè essere letto (da chiunque ne abbia la capacità) in qualsiasi momento. Altri requisiti per la tutela della privacy attengono la conservazione dei dati e la loro trasmissione. Una linea guida progettuale per la app potrebbe essere quella di conservare i dati sul dispositivo e prevedere una sincronizzazione periodica degli stessi, in modo anonimizzato e con trasmissione crittografata [4].

Da diverse settimane, l’idea di una app per il tracciamento circola, in Italia, tra singoli professionisti, informatici e professori universitari. Contro di loro l’opposizione ferma dei nodata (mutazione dei novax), in nome della privacy. La normativa sul trattamento dei dati consente, in realtà, il trattamento dei dati sanitari previo consenso o per ragioni di salute pubblica. Inoltre abbiamo tutti memoria di appuntamenti su whatsapp, foto di Facebook con tag, percorsi stradali su Google maps con indicazione di tempi, parcheggi, distributori di carburante, autovelox e altri punti di interesse. Comodità che non paghiamo, ma abbiamo a disposizione in cambio dei nostri dati, ceduti per finalità commerciali. Ma ora siamo al limite! Ora dobbiamo farlo anche per la salute? Eh, no! Basta! Non possiamo più accettarlo!

Che fare? Coerentemente rinunciare ai social?
Secondo Jaron Lanier, sì. Jaron Lanier non è un neo-luddista, ma un pioniere delle ricerche sulla realtà virtuale che ha scritto saggi fondamentali sul nostro rapporto con Internet come Tu non sei un gadget, La dignità ai tempi di Internet, Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social. Una delle dieci ragioni è che “i social ti stanno facendo diventare uno stronzo” (sic!). Sia le ricerche su Internet che i social network e le loro fake news si basano sul meccanismo del bias di conferma: si tratta della tendenza a cercare solo informazioni che confermano ciò in cui crediamo, ad accettare soltanto fatti che rafforzano le spiegazioni che preferiamo e a scartare i dati che mettono in discussione ciò che già accettiamo come verità [5]. Motori di ricerca e social network raccolgono informazioni sulle nostre attività e le analizzano per instradare messaggi nei canali delineati dal bias di conferma al quale veniamo sempre più confinati, istigandoci ad odiare e combattere gli altri canali.

Se pensate che sia inaccettabile una app che traccia le persone perché in nome di una paura comprensibile viola diritti primari come la libertà, navigate il Web e scoprirete che le app di tracciamento sono di fatti adottate solo in paesi non democratici e che in realtà non si hanno prove scientifiche sulla loro efficacia, anzi…

Se invece pensate che la tecnologia sia pronta ad utilizzata contro l’epidemia, da Internet verrete a sapere che questa è l’unica soluzione promossa dalla comunità scientifica, che le preoccupazioni sui dati sono fisime prive di significato, che l’applicazione è stata adottata in alcuni stati con successo totale sull’epidemia e che, tutto sommato, ci sono aspetti positivi anche nelle dittature e forse limiti eccessivi nelle democrazie.

A quel punto saremo effettivamente diventati tutti (più) stronzi.

Link:

  1. WHO, T3: Test. Treat. Track initiative
  2. Big Data Institute at Oxford University, It is possible to stop epidemic
  3. MIT, Private Kit: Safepaths
  4. R. Zanardelli, COVID-19: Combining “trace” to “test & treat” strategies without eroding privacy: a model proposal.
  5. T. Nichols, La conoscenza e i suoi nemici.

SeaMonkey (Iceape) and Gmail

If you often use an Internet browser and email client together, you should give a try to SeaMonkey (Iceape in debian) that is a community effort to develop an all-in-one Internet application suite that stores both browser and mail settings in the same profile. It does use less computer resources than the combination of Firefox and Thunderbird running simultaneously. Here you have some add-ons I suggest for a complete gmail integration with Iceape:

 

  • install gContactSync 0.3.5 add-on to have your gmail contacts offline;
  • install Duck Duck Go for a search engine that does not collect or share personally identifiable information: it utilizes SSL to protect searches between the search engine and you;
  • install Thread key 0.6 to group mails in threads;
  • install ImportExportTools 2.2 emails in text or html mode (in Thunderbird/Icedove you can export emails and their attachments!).

Trust in your mind

La descrizione di Primo Levi mi ricorda l’incontro con la Professoressa che ebbi a Roma: “una piccola signora dalla volontà indomita e dal piglio di principessa”. Oltre ai meriti scientifici, ci lascia in eredità l’amore per la mente e la fiducia nei risultati che si possono raggiungere. Rivolta ai giovani disse: “Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente” (Rita Levi-Montalcini, 1909/04/22 – 2012/12/30).

Gmail in linux terminal (with Mutt)

mutt-whiteMutt is a light-weight and powerful mail client for unix-like systems. You have to install it with goobook to manage gmail in your linux user terminal (Debian users can download packages from Kevin’s goobook page and follow the debian wiki on mutt).
After the installation, you should create a cache typing in user terminal:

mkdir -p ~/.mutt/cache/{bodies,headers}

Create ~/.mutt/muttrc with the following lines:

# Name Info
set realname = "User Name"
set from = "username@gmail.com"

# IMAP Settings
set imap_user = username@gmail.com
set imap_pass = `grep 'Gmail' ~/Private/passwords.txt | awk '{print $2}'`
set folder = imaps://imap.gmail.com
set imap_check_subscribed

# SMTP Settings
set smtp_url=smtps://$imap_user@smtp.gmail.com
set smtp_pass = `grep 'Gmail' ~/Private/passwords.txt | awk '{print $2}'`

# keep imap connection alive by polling intermittently (time in seconds)
set imap_keepalive = 900

# set timeout (time in seconds)
set timeout = 600

# how often to check for new mail (time in seconds)
set mail_check = 5

# Folders
mailboxes = "+INBOX"
set spoolfile = "+INBOX"
set postponed = "+[Gmail]/Drafts"
set record = /dev/null

# Need trash patch for this to work
set trash = "+[Gmail]/Trash"

# store message headers locally to speed things up
set header_cache = ~/.mutt/cache/headers

# how about store messages too
set message_cachedir =~/.mutt/cache/bodies

# Mailcap (autoexecute program declarations)
set mailcap_path = ~/.mutt/mailcap

# Auto display html
set implicit_autoview
auto_view text/html application/x-pgp-message

# Archive Messages (A) and some other nifty commands
bind editor noop #fix for spaces in names of folders
macro index,pager A "unset trash\n " "Gmail archive message"
macro index,pager gi "=INBOX" "Go to inbox"
macro index,pager ga "=[Gmail]/All Mail" "Go to all mail"
macro index,pager gs "=[Gmail]/Sent Mail" "Go to starred messages"
macro index,pager gd "=[Gmail]/Drafts" "Go to drafts"
macro pager \cu |urlview\n

# Goobook query (google contacts)
set query_command="goobook query '%s'"
bind editor \t complete-query

# Add contacts to google
macro index,pager a "goobook add" "add the sender address to Google contacts"

# Reload goobook db
macro index,pager gr "!goobook reload\n" "Goobook reload"

# Dont request to move messages
set move = no

# Auto include copy of original message when you reply
set include = yes

# Thread Sort (Top = newest messages)
set sort = threads
set sort_aux = 'reverse-last-date-received'

# Unset Markers (don't add + signs if message wraps)
unset markers

# allow mutt to open new imap connection automatically
unset imap_passive

# Colors (transparent background)
color error brightred white
color indicator brightyellow red
color status brightgreen blue
color search white black

Create ~/.mutt/mailcap with the following lines:

text/html; lynx -dump -force_html %s; needsterminal; copiousoutput;
image/*; feh -F %s;
application/pdf; evince %s;

Create ~/.netrc with the following lines:

machine google.com
login username@gmail.com
password user-password

Type mutt and test once the address-book: just start an email and hit the tab key to query the contact database. Edit ~/.netrc and replace your user-password with “”, so that your password will be no longer in the .netrc file.

For further readings: